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lunedì 1 novembre 2010

Recensione: Maschi contro Femmine, l'ennesima marchetta all'italiana

Attenzione! Questo post non contiene trama.


Penso di aver sviluppato un metodo, sufficientemente preciso, per capire se il film che mi accingo a vedere sarà bello o brutto. Tutto sta nell'osservare la sala di un qualsiasi multisala, nel mio caso l'uci cinema di Pioltello. Il livello di bellezza del film è inversamente proporzionale al numero di persone presenti in sala, quindi: da 0 a 10 persone= capolavoro, da 10 a 50= bel film, e così via. Ecco, in questo casa la sala era strapiena di ragazzi tra i 15 e i 30 anni, il che funge da aggravante. Dunque, film decisamente bruttino.
Immaginate il mio stato d'animo, quindi, quando il film comincia e noto, con sommo dispiacere, che la prima scena è costituita essenzialmente da una pessima cicogna animata, accompagnata da una canzone fatta ad hoc, inascoltabile.
Si tratta di una classica storia corale in cui le vicende dei personaggi si intersecano per tutto il tempo, solito escamotage per dare ritmo e non far perdere troppo il filo allo spettatore. Niente di nuovo: lui tradisce lei che poi punisce lui che poi si pente e torna da lei che nel frattempo vuole un altro lui, oppure lui che tradisce lei che poi si innamora di un altro lui, oppure lui che odia lei e lei che odia lui ma poi lui ama lei e lei ama lui, eccetera eccetera eccetera. E non dimentichiamoci della botta di novità destinata a noi gggggggiòòvani: una bella storiella di amicizia tra un etero e una lesbica, banalotta e superficiale.
Le donne ne escono come inizialmente sconfitte ma poi vincitrici, gli uomini come iniziali vincitori poi sconfitti, tutti cattivi ma non troppo, tutti recuperati o recuperabili grazie al potere salvifico dell'amore. Alé. Battute divertenti, sì, ma niente che non si fosse già visto nel trailer.
Mi è dispiaciuto trovarmi davanti una sceneggiatura così banale. Davvero. Soprattutto se penso al cast d'eccezione che si aveva a disposizione. Si parla dei migliori comici presenti sulla scena italiana, bravi, bravissimi, e sprecati. O forse scelti perché si sa, ne basta anche solo uno per rendere il film degno di essere visto. Bella furbata. Non oso immaginare cosa sarebbe stato questo filmucolo senza di loro. Forse l'ennesima commedia pseudo-romantica all'italiana stile Oggi Sposi, o fose peggio. Brrrrrrr. Rabbrividisco.


Ah quasi dimenticavo di narrarvi delle continue marchette di cui è infarcita questa pellicola, spero vivamente che quelli di Impresa Semplice e di Intimissimi abbiano pagato bei soldoni per far sì che i loro nomi campeggiassero in maniera così imbarazzante sullo schermo per l'80% della durata del film. Senza vergogna. Complimentoni.
E ci sarà anche il sequel, pubblicizzato nei titoli di coda. Con comici tutti nuovi, tanto per non rischiare di perdere qualche spettatore. Non vediamo l'ora.


Bisous,
Marta

sabato 2 ottobre 2010

Recensione: Benvenuti al Sud, quando il pregiudizio diventa divertente

Attenzione! questo post non contiene trama.


Che non avesse grandi pretese lo si era capito sin dal trailer. La conferma arriva guardando il film, che non vuol essere più di quello che è. Una bella commedia.
Remake ufficiale di Giù al Nord, con tanto di piccolo cameo del protagonista Dany Boom, Benvenuti al Sud ripropone le stesse tematiche e la stessa struttura del successo francese. Con la differenza che, questa volta, nulla si perde nella traduzione e il gioco dei dialetti, base della comicità del film, riesce alla perfezione. Le gag e i tempi comici sono magistralmente gestiti dai due attori protagonisti, Claudio Bisio e Alessandro Siani. L'etera lotta tra Nord e Sud, con i pregiudizi e gli stereotipi che già ci fa tanto sorridere nella realtà, qui fa ridere, e molto.
Bisio, pur senza perdere la dolcezza e la lieve malinconia che ne caratterizzano lo sguardo, fa il comico puro, eccellendo. La Finocchiaro, nella magistrale interpretazione di moglie polentona e assurdamente nevrotica, si alterna alla Lodovini, che si conferma attrice capace e fiera rappresentante della donna mediterranea. Il cast nell'insieme funziona, i personaggi fortemente caratterizzati conferiscono alla pellicola un'allure quasi teatrale.
La trama, pur essendo semplice e già vista, risulta scorrevole e le due ore scivolano velocemente, tra una risata e l'altra. 
La capacità di questo film sta nel trattare la tematica della differenza in modo sufficientemente leggero da non risultare pretenzioso ma senza sfociare nella mera commedia degli equivoci, all'italiana. Ci sono anche due belle storie d'amore, diverse per età e provenienza geografica dei protagonisti, che inteneriscono e divertono allo stesso tempo. Insomma, non manca proprio niente. La fotografia è bella e ricca, i dialoghi sono ben strutturati e la trama è arricchita da un pizzico di romanticismo.
Si esce dal cinema sapendo di non aver sprecato due ore della propria vita. Il che, visti i tempi, è già un gran bel successo.
Bisous,
Marta